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Puglia Sounds Record

Puglia Sounds Jazz 2013

PUGLIA SOUNDS
Questa è la terza antologia del jazz pugliese realizzata negli ultimi anni per Puglia Sounds; copre un periodo che va da giugno 2012 all’ottobre 2013, poco più di un anno quindi. Ma, come al solito, la quantità e la qualità della produzione discografica da selezionare ci ha costretto a scelte a volte difficili. Se è vero che la Puglia è la regione col maggior numero di studenti di musica e, incominciamo a sospettare, anche di musicisti, la scena jazzistica non teme davvero confronti per ricchezza e articolazione in senso generazionale e stilistico. Lo conferma la lettura “incrociata” delle scalette delle tre antologie, dove ai nomi che ricorrono in modo costante si affiancano quelli di sempre nuovi talenti emergenti, sintomo evidente di una vitalità che non accenna ad esaurirsi.

Nell’esaminare ciò che contiene questo doppio cd, cominciamo dal contributo di quei musicisti attivi sin dagli anni Ottanta che, per la loro storia personale e per il lavoro di insegnanti svolto nei conservatori o nelle scuole di musica consolidate, rappresentano dei punti di riferimento. Ad esempio, Gianni Lenoci, che con i suoi abituali collaboratori pugliesi e l’americano Taylor Ho Bynum ha ribadito quanto sia alta e rigorosa la sua concezione della forma musicale e del rapporto tra composizione e improvvisazione. Classe strumentale e una conoscenza enciclopedica della storia del jazz moderno caratterizzano come sempre gli ultimi lavori di Guido Di Leone, Vito Di Modugno e Nico Marziliano, mentre il ritorno di Roberto Ottaviano ci ha sorpreso per il suo uso originale, asciutto e moderno, degli archi all’interno del linguaggio jazzistico. Curiosamente, anche il disco di Antonio Dambrosio sposa la stessa linea, con esiti musicali diversi ma con “colori” a volte simili.

Nel panorama dei trenta-quarantenni, conferme importanti sono arrivate da Signorile, Accardi, Balducci, mentre novità significativa ci sembra il secondo album di Fabrizio Savino, che segna una forte crescita di personalità del chitarrista barese. Raffaele Casarano si riconferma un leader di peso con il suo nuovo album e con il progetto Puglia Jazz Factory, che lo vede al fianco di Gaetano Partipilo. Il quale, dal suo canto, ha voluto regalarci un esercizio di stile fresco e riuscito come la reinvenzione di una certa estetica “vintage” anni Sessanta basata su immaginari musicali e voci assortite.

Dalle voci giungono altre note importanti: il debutto di una cantante peraltro già esperta come Elisabetta Guido e le conferme di Cinzia Eramo e Beppe Delre, le riletture di Paola Arnesano (il tango) e Gianna Montecalvo (il songbook di Alec Wilder), a conferma di un panorama dove le capacità tecniche si sposano alla scelta di percorsi originali e stimolanti.

Infine, ci sono i contributi di quei musicisti pugliesi che vivono lontano dalla Puglia, come il “torinese” Gianluca Petrella e il “parigino” Matteo Bortone, o di quei “forestieri” che hanno scelto di venire a vivere e produrre nel tacco d’Italia, come il catanese Roy Paci che nei suoi studi della Posada Negro, a Lecce, ha registrato l’ultimo album del collettivo punk-jazz dei CorLeone. Petrella invece ci ha regalato con “Il bidone” uno straordinario e “futuribile” omaggio alla musica di Rota, mentre Bortone con il suo quartetto franco-italiano parla la lingua della nuova generazione del jazz, quella che si è formata in una terra di frontiera dove la musica afroamericana, l’elettronica e gli esiti più aperti del post-rock mettono in comune il coraggio e gli azzardi.

Ugo Sbisà

Fabrizio Versienti

Audio

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