Puglia Sounds Jazz 2012

A un anno di distanza dalla prima compilation, “Puglia Sounds” torna a proporre uno spaccato delle nuove produzioni – pubblicate tra il 1 gennaio 2011 e il 31 maggio 2012 – della scena jazzistica regionale, confermandone l’estrema varietà e vitalità con una selezione che dimostra come anche questa musica d’arte abbia trovato in Puglia artisti dal talento originale e soprattutto capaci di praticare i linguaggi della contemporaneità, compiendo delle sintesi decisamente intriganti.

Tra i musicisti dalla fama consolidata, troviamo allora innanzitutto Vito Di Modugno, la cui maestria all’organo Hammond è stata consacrata dall’inserimento nella top ten internazionale stilata dalla prestigiosa rivista americana “Down Beat”. E sempre “Down Beat” è stato un importante trampolino di lancio per il trombonista Gianluca Petrella che con il suo nuovo album prosegue nell’esplorazione del fascinoso universo rappresentato dalla musica di Sun Ra. Avanguardia afroamericana è poi al centro anche del lavoro svolto da Gianni Lenoci con la sua orchestra laboratorio Hocus Pocus, che ospita per l’occasione il noto contrabbassista e compositore William Parker, mentre Nicola Conte, con il suo “Love & Revolution” e i Jazz Convention con i loro profumi di soul jazz rappresentano un aspetto più ludico, ma non per questo meno originale.

Tra gli altri filoni svilppati, c’è poi quello della tradizione rivisitata nel quale eccelle il chitarrista Guido Di Leone, con il suo “Broadway”, insieme al pianista Davide Santorsola, che in “Stainless” affronta invece gli standard e Puccini con una intrigante chiave di lettura sulla border line tra jazz e musica sinfonica. Ma è dei giovani che bisogna dar conto, cominciando con quanti hanno dato un apprezzabile contributo di idee alla varietà della scena pugliese; è il caso, ad esempio, dei pianisti Eugenio Macchia, Kekko Fornarelli e Livio Minafra: ognuno di loro indica una strada diversa per il linguaggio del pianismo moderno, che attinga ora dalla storia del jazz, ora invece dalla grande famiglia delle musiche etniche. E giovani pieni di idee ed entusiasmo sono anche i contrabbassisti Marco Bardoscia e Mauro Gargano, qui presenti con i propri progetti, mentre il più maturo (rispetto ai precedenti colleghi, beninteso) chitarrista Rino Arbore dimostra come la stagione della creatività non sia mai legata alla data di nascita. E di maturità si deve parlare anche per il percussionista Antonio Dambrosio, il cui nuovo cd sa imporsi come un indovinato progetto di etnojazz legato alle tradizioni della musica folklorica pugliese.

Ma sono le voci a occupare uno spazio ampio e interessante a cominciare dall’esordiente Silvia Anglani, per arrivare a Lisa Manosperti, la cui rilettura vocale delle composizioni di Ornette Coleman è decisamente originale. Mirko Signorile e Giovanna Carone proseguono con dolente e ispirata poesia nella loro ricognizione del repertorio yiddish, mentre Gabriella Schiavone rilancia una pagina “alta” della musica leggera italiana affrontando il repertorio dello storico Quartetto Cetra con una formazione di ben quattordici voci.

Infine, due lavori che si pongono a mezza strada tra scrittura e improvvisazione, classico e jazz, con il Nuevo Tango Ensemble e le sue composizioni originali orientate sulla strada stilistica indicata da Astor Piazzolla e il Vertere String Quartet, che con la chitarra di Robertinho De Paula propone un Brasile cameristico e fascinoso, ma soprattutto diverso da quello che si è normalmente abituati ad ascoltare.

Un quadro ampio e variegato, per una regione che non ha ancora finito di mettere in mostra tutti i propri talenti.

 

Ugo Sbisà

Fabrizio Versienti

 

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