Pninism è il nuovo album di Larssen. La tracklist ospita le visioni del producer pugliese (all’anagrafe Gabriele Panico), da sempre al lavoro sulle evoluzioni della bass music. Il suono di Pninism è dubstep, nella vasta gamma delle sue accezioni: dal garage di UntitledBarefoot e Me To Manopola al powerdub di Unfame MajestyBasso Dirige Nos e New Come Turks, dall’electro di Cue Rebel e Onestep alle tentazioni etno-jungle di Subsinqo e Trespassing Tito e al grime di Neva Been Tourist e Soup Of A Man. Oltre il beatmaking: Ligeti affronta l’enorme patrimonio della musica contemporanea in chiave ritmica. Non mancano gli omaggi al producing giamaicano – “[…] la musica in levare in Puglia è una vera e propria palestra per djs e producers” – di ElephantWestern Suckers e Doiter. L’intero lavoro porta all’attenzione le evoluzioni che approcci come il dub, l’hip hop, la techno e la jungle hanno subito grazie all’incessante operato dei maestri inglesi. Cos’è, del resto, il dubstep? Molto semplicemente, un suono che condensa 30 anni di musica elettronica e affronta le dancehall e la club culture con un suono minimale e di forte impatto ritmico. Una rodata e instancabile attività come dj (dai più importanti festival nazionali al suo seguitissimo show sul network londinese Nasty FM!) e remixer  (da Bad Manning a Toy Quantize, da Mousike Lab alla Leaf) consentono a Larssen di marchiare la tracklist con un touch affascinante dal punto di vista sonoro ma anche suonabile nei più stimolanti dancefloors. Ovvio che non parliamo di brownstep (come il nostro ama definire “certa roba grassa che circola sui computerini americani”)… i riferimenti sono invece le accademie urbane di Warp, Tempa, Hyperdub, Warp, Punch Drunk, Swamp 81, Hessle Audio.