PROGRAMMA – Tremiti Music Festival 2019
Dal 5 al 7 settembre 2019 – Isola di San Nicola (molo), Isola di San Domino (piazza Sandro Pertini)

Tutti gli eventi sono ad ingresso gratuito

5 settembre

19:00 – Isola di San Nicola

Marchin’ band

Marco Campanale (batteria), Nicola Cozzella (sax contralto), Antonio Fallacara (trombone), Vincenzo Guerra (batteria) e Francesco Ludovico (sax tenore)

20:30 – Isola di San Domino

Tosques Scannapieco Quartet

Antonio Tosques (chitarra), Daniele Scannapieco (sax tenore), Alessio Busanca (hammond) e Luigi Del Prete (batteria)

Quartetto dal grande impatto hardbop con musicisti di spicco del panorama nazionale. Prendendo spunto dal disco “Synopsis” di Antonio Tosques il quartetto si evolve toccando il meanstream piu evoluto. La performance è caratterizzata dai singoli ma soprattutto dall’interplay che si genera ad ogni concerto. Il concerto presenta brani originali e rivisitazioni di famosi standards.

21:30 – Isola di San Domino

Oxymoron

Kathya West (voce e ‘mbira), Danilo Gallo (chitarra acustica), Alberto Zanini (chitarra acustica) e Roger Rota (ance)

Oxymoron è un omaggio intimo e acustico alla musica dei Beatles e dei Rolling Stones.

Tutto cambia, si trasforma. La musica ha spazi interminabili seppur ci piace l’illusione di poter delineare dei margini che possono essere le parole di un testo o gli accordi di un brano o la formazione di un gruppo di musicisti. Tutto cambia e quindi si trasforma all’infinito. L’infinito con tutte le sue variabili è il nostro margine. Si può salire sullo stesso mezzo, ma non sarà mai lo stesso viaggio.

6 settembre

20:30 – Isola di San Domino

Rita Marcotulli & Israel Varela

Rita Marcotulli (pianoforte) e Israel Varela (batteria e voce)

Un viaggio avventuroso l’incontro di Rita Marcotulli e Israel Varela, un viaggio alla ricerca di quei suoni che sono alla base di tutta la storia del jazz passando per sonorità ritmiche del flamenco, arabo e della musica indiana. E se anche a tratti può sembrare di trovarsi in Tibet per via di una campana rituale o magari in Giappone, con la pianista che riduce manualmente il suono dello strumento per farlo sembrare corto come quando si pizzicano le corde di un Koto, lo scopo è sempre lo stesso, proseguire oltre e non fermarsi al primo piacere dell’ascolto. Non potrebbe essere altrimenti con una artista che ha avuto riscontri più che positivi con Pat Metheny, Pino Daniele, Palle Danielson, e anche nel mondo del cinema (Ciak d’Oro, Nastro d’Argento e David di Donatello per la miglior colonna sonora di Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo) e con Israel Varela, batterista, compositore e anche la voce del duo. Voce calda, modulata e lirica quando occorre, ma soprattutto piena di registri. Varela ha suonato con grandi della musica come Pat Metheny, Charlie Haden, Yo Yo Ma, George Benson, Mike Stern, Victor Bailey, Pino Daniele, e anche nel flamenco con artisti come Diego Amador, Jorge Pardo, Antonio Canales, Joaquin Cortes.

21:30 – Isola di San Domino

Roberto Ottaviano Eternal Love

Roberto Ottaviano (sax), Marco Colonna (clarinetti), Giorgio Pacorig (pianoforte), Giovanni Maier (contrabbasso) e Zeno De Rossi (batteria)

Con il suo ultimo cd Eternal love il sassofonista barese Roberto Ottaviano mette l’accento sulla musica come medicina dell’anima e come cemento delle identità collettive. “Eternal Love” è un omaggio all’Africa, alla sua cultura, alla sua musica e al suo popolo, in un’epoca di migrazioni e intolleranze razziali che sembra riportarci all’America degli anni ’50 e ’60, di Rosa Parks e Martin Luther King. Con una selezione di composizioni di Don Cherry, Abdullah Ibrahim, Charlie Haden, John Coltrane, Dewey Redman, Elton Dean e brani originali, in un percorso emozionante che invita gli ascoltatori ad andare oltre le note, alla ricerca di uno spessore interiore senza il quale è difficile potersi proporre come modelli alle nuove generazioni, non solo di artisti.

7 settembre

20:30 – Isola di San Domino

Mederic Collignon Jus de Bocse

Mederic Collignon (cornetta ed elettronica), Yvan Robillard (piano e tastiera), Emmanuel Harang (basso elettrico), Nicolas Fox (batteria)

Prima che lo Hip Hop facesse parlare di sé con Afrikaa Bambata, Miles Davis stava già elaborando i ritmi e l’architettura di questa musica nata in strada, che descrive le condizioni di uomini e donne che affrontano l’ingiustizia e l’accanimento su se stessi. Questa musica martella suoni e ritmi come colpi di massa e fa aleggiare il verbo testimone della condizione umana contemporanea. È figlia del jazz e lascia l’enfasi su l’improvvisatore che è il jazzista. Tra la “Tribe Called Quest” e il “Gangstarr”, “The Roots” e il famoso “Doo Bop” di Miles e Mo’Bee, giocheremo con i groove e i loop improvvisati, usando a volte le voci preziose di personalità del ventesimo secolo registrate qua e là, come battitori liberi senza tempo: Abbé Pierre, Camus, Chaplin… E se ti fa venire voglia di muoverti, ballare, volteggiare e dimenticarti, fallo pure e lasciati sorprendere dalla rete di Jus de Bocse e diventa parte di questa “macchina del suono”!

21:30 – Isola di San Domino

Cesare Dell’Anna Tarantavirus Night

Cesare Dell’Anna (tromba), Roberto Ottaviano (sax), Irene Lungo (voce), Maria Mazzotta (voce), Fabio Accardi (batteria), Vince Abbracciante (hammond e synth), Stefano Valenzano (basso), Giuseppe Oliveto (trombone)

Tarantavirus è costante ricerca, espressione di ritualità salentina che si trasforma e si rinnova in un progetto unico e pieno di fascino in cui l’elettronica e la musica tradizionale si fondono con sonorità fino ad oggi ancora mai esplorate, il jazz.

Sotto la guida di Cesare Dell’Anna, trombettista già fondatore di Opa Cupa e GirodiBanda, si sono alternati sul palco alcuni dei più significativi e apprezzati musicisti italiani della scena jazz contemporanea, da Gianluca Petrella e Roberto Ottaviano a Fabrizio Puglisi e Giovanni Guidi.

Tarantavirus, con già tre progetti discografici all’attivo (‘Techno-pizzica’ con George Lapassade e Piero Fumarola, 2002 – ‘Lu_ragno impoverito’, 2007 – ‘Lu_ragno arricchito’, 2009), vede confondersi i suoni tipici della tradizione salentina e dei riti che l’accolgono ed insieme la istruiscono e diffondono, ai beat caratteristici della musica elettronica, in un’orchestrazione unica che riesce a tener conto delle influenze contemporanee e metropolitane, della musica popolare e delle sonorità urbane, creando un mix speciale fatto di pura ricercatezza in chiave visionaria.