Dal 17 giugno al 5 luglio la mostra al MArTA di Taranto dedicata ai Ramones e ai cinquant’anni del Punk.



C’è una fotografia che, prima ancora di sentirne una nota, ti dice tutto quello che devi sapere sul punk rock: quattro ragazzi si appoggiano a un muro scrostato del Lower East Side di New York, indossano jeans strappati e chiodo in pelle, hanno i capelli lunghi e degli sguardi che oscillano tra il noncurante e il minaccioso. È il 1976 e quei ragazzi sono i Ramones: l’obiettivo dentro il quale stanno guardando è quello della macchina fotografica di Roberta Bayley.
Roberta Bayley nasce a Pasadena, in California, e cresce nella Bay Area di San Francisco. Frequenta la San Francisco State University per tre anni, poi abbandona gli studi nel 1971 e si trasferisce a Londra. È qui che avviene un primo incontro significativo con quello che diventerà il suo mondo: nel 1973 lavora brevemente per Malcolm McLaren e Vivienne Westwood nel loro negozio Let It Rock. Nel 1974 Roberta arriva a New York, città in cui la storia del punk sta per essere scritta. Nel luglio di quell’anno incontra il musicista e poeta Richard Hell, e pochi mesi dopo inizia a lavorare come addetta all’ingresso al CBGB, su richiesta di Terry Ork, il manager della band di Hell, i Television. Il CBGB — acronimo Country, Bluegrass, Blues — è in realtà il crocevia dove si forma tutta la scena downtown newyorkese: Patti Smith, Talking Heads, Blondie, Television, e naturalmente i Ramones.
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Quello che colpisce nella storia di Bayley è la rapidità con cui la fotografia diventa la sua vocazione. È solo nel novembre del 1975 che compra la sua prima macchina fotografica professionale, con l’intenzione di documentare quello che vede succedere intorno a lei nella scena musicale downtown di New York. Prima di allora, la fotografia era rimasta un’aspirazione senza compimento. Appena tre mesi dopo aver comprato la macchina fotografica, scatta quella che diventerà la copertina del primo album dei Ramones. La storia di come quella fotografia diventi la copertina del disco è ormai leggenda. Nel 1976 Bayley inizia a lavorare per John Holmstrom e Legs McNeil alla rivista Punk, dove fotografa i Ramones per il terzo numero, nel febbraio di quell’anno. Punk magazine non è soltanto una testata: è il luogo in cui si definisce l’estetica e il vocabolario di un’intera sottocultura.
Lo scatto non era mai stato pensato come una copertina, ma come illustrazione per la rivista. Bayley, dopo aver scattato alla band alcune foto all’interno del loft, decide di uscire con loro a fare una passeggiata per il quartiere. Un muro di mattoni sgretolato vicino a East Second Street e the Bowery, offre lo sfondo perfetto per la band, il cui spirito Bayley riesce a catturare in modo magistrale. Sebbene la casa discografica Sire avesse ingaggiato un fotografo professionista, pagato circa 2.000 dollari, per realizzare il servizio per la cover dell’album, i Ramones e il loro manager Danny Fields non amarono il risultato, e dovettero trovare in fretta un’alternativa. È così che la scelta ricadde sullo scatto di Bayley che ha contribuito a plasmare l’estetica del punk nella seconda metà degli anni Settanta, diventando un’immagine iconica capace di racchiudere in sé un intero movimento culturale.
Dopo quello shooting Bayley diventa fotografa principale di Punk magazine, viaggia in Inghilterra per documentare la scena punk britannica, lavora con Blondie per un anno, segue i Sex Pistols nel loro tour americano del 1978. Il suo archivio diventa una straordinaria mappa visiva di un decennio irripetibile.
Oggi, le fotografie, la corrispondenza, i diari, le carte personali e i materiali professionali di Bayley sono conservati nella “Beinecke Rare Book and Manuscript Library” dell’Università di Yale, a testimonianza del valore storico e culturale del suo lavoro.
Intorno al 1980, Bayley decide di posare la macchina fotografica: aveva fotografato praticamente tutto quello che voleva fotografare, e sentiva di rischiare di perdere lo status di dilettante, come ha dichiarato con ironia.
Si aprirà una nuova finestra su museotaranto.cultura.gov.it
Medimex 2026, International Festival & Music Conference promosso da Regione Puglia e Puglia Culture nell’ambito del progetto per lo sviluppo del sistema musicale regionale Puglia Sounds, in programma dal 17 al 21 giugno a Taranto.


